Gli imprenditori italiani e i professionisti che li seguono dovranno affrontare un'estate rovente. E non solo dal punto di vista climatico. Infatti, l'approvazione definitiva da parte della Camera dei Deputati del cosiddetto Decreto Crescita rischia di far riscrivere completamente il calendario degli adempimenti fiscali. Gettando nel caos imprese e professionisti. Anche perché molti addetti ai lavori hanno sollevato parecchi dubbi e perplessità al riguardo.

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La proroga per il pagamento delle imposte

Il Decreto Crescita stabilisce che il termine ultimo per il versamento delle imposte della dichiarazione dei redditi 2019 passa dal 1 luglio al 30 settembre 2019, ma solo per quei soggetti per i quali sono stati approvati gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale, i famigerati ISA in base al testo dell'emendamento al Decreto Crescita appena approvato. Nello stesso tempo, comunque, non è ancora del tutto chiaro se questa proroga possa applicarsi anche ai contribuenti cosiddetti minimi e forfettari, anche se questi soggetti sono esclusi dalle problematiche e dalle criticità causate dall'introduzione degli ISA.

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Anche per un testo letterale dell'emendamento non certo chiaro e facilmente interpretabile.

Oltretutto, occorre precisare che l'introduzione degli ISA non ha rispettato le tempistiche necessarie ai contribuenti per prendere la necessaria confidenza con il nuovo strumento. Anche perché il software necessario alla loro predisposizione e calcolo è stato rilasciato con notevole ritardo richiedendo l'introduzione della precedente proroga al 1 luglio. Ricordiamo che la nuova scadenza del 30 settembre riguarda le imposte sui redditi Irpef, Ires, Irap ma anche IVA, diritto camerale e contributi INPS oltre il minimale.

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Scadenza dichiarazione al 30 novembre?

Un altro elemento di confusione è dato dalla scadenza della dichiarazione dei redditi. Secondo quanto stabilito nel testo della legge di conversione del Decreto Crescita dovrebbe essere fissata, già a partire da quest'anno, al 30 novembre. Anche se, ovviamente, in questo caso l'amministrazione finanziaria ha tutto il tempo necessario per poter chiarire la situazione.

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Nello stesso tempo, andando a vedere il testo letterale della norma, non essendo stato esplicitato un termine di decorrenza si potrebbe dedurre che la disposizione si applichi già a partire dal 2019. Per essere precisi. secondo quanto disposto dal Decreto Crescita, le persone fisiche e le società o le associazioni, devono presentare la dichiarazione online entro il 30 novembre (rispetto al 30 settembre) dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo di imposta in corso.

Si attendono chiarimenti definitivi da parte dell'Agenzia delle Entrate.

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