Anche il terzo gruppo bancario del paese si avvicina alla definizione della propria strategia nelle gestione dei crediti deteriorati. Banco BPM nella prossima assemblea del 3 agosto, in sede di approvazione dei conti semestrali, valuterà la soluzione ottimale per la sistemazione dei propri Non Performing Loans.

Le ipotesi sul tavolo sono la cessione in blocco dello stock complessivo, pari a 9,5 miliardi, assieme alla piattaforma di recupero oppure una operazione di dimensioni minori, limitata ad un portafoglio che potrebbe valere 3.5 miliardi per mantenere gli obbiettivi fissati nel piano industriale.

Quest'ultima, sulla base delle indiscrezioni circolate ad oggi, è l'ipotesi maggiormente accreditata.

I possibili acquirenti dei NPL

Ad oggi, con la collaborazione degli advisor Deutsche Bank e Deloitte, l'istituto ha raccolto diverse manifestazioni d'interesse per l'acquisto del portafoglio NPL assieme alla piattaforma di gestione. I nominativi dei potenziali acquirenti includono tutti i principali operatori del settore.

Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore sarebbero in gara PIMCO assistito dal proprio servicer captive Phoenix Asset Management; Davidson Kempner insieme a TPGe CRC , con Prelios come servicer e Mediobanca e Roschild come advisor; Varde Partners in gara con il servicer partecipato Guber bank; Fortress con la piattaforma proprietaria doBank (quotata alla borsa valori di Milano) e il supporto di City come advisor; Elliot con Fospa come servicer, Goldman Sachs come advisor e CBRE partner per il real estate e, in fine, Cerberus assistito da Lazard e Vitale.

Tutti i contendenti hanno manifestato disponibilità ad acquisire sia la divisione di credit management della banca che il portafoglio crediti, tuttavia è noto che il valore attribuito al ramo d'azienda è tipicamente proporzionale alla quantità dei crediti in gestione, per cui la scelta se cedere o meno la piattaforma sarà collegata alle dimensioni del portafoglio in cessione.

La ristrutturazione del sistema

L'ipotesi di vendita di Banco BPM segue in ordine di tempo diverse iniziative analoghe che hanno caratterizzato gli altri istituti di credito.

Nel primo trimestre di quest'anno, Intesa Sanpaolo ha sottoscritto un'accordo di partnership strategica con Intrum Lindorff per deconsolidare un portafoglio da 10.8 miliardi e trasferire la gestione di altri 30 miliardi ad una piattaforma di nuova creazione.

Nei mesi successivi MPS ha completato un'operazione di cartolarizzazione per complessivi 24 miliardi che ha visto come master servicer il Credito Fondiario Fonspa e come special la nuova JV costitutia da Cerved Credit Management e da Questio SGR.

In tempi meno recenti, la strada era stata aperta da Unicredit con l'operazione FINO, nella quale un portafoglio NPL di complessivi 17,7 miliardi è stato ceduto a PIMCO e Fortress che ha anche acquistato la piattaforma di gestione doBank successivamente quotata in borsa.

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