Quest'anno la Juventus, acquistando Cristiano Ronaldo, ha messo in chiaro il suo obiettivo prioritario, ossia la conquista della Champions League. Purtroppo il suo percorso nel torneo europeo si è interrotto ai quarti di finale, al termine del doppio confronto con l'Ajax.

Molti addetti ai lavori in questi giorni stanno esprimendo le rispettive opinioni sull'uscita di scena della "Vecchia Signora" dalla competizione internazionale, e tra questi c'è anche Arrigo Sacchi che, nell'editoriale per "La Gazzetta dello Sport", ha analizzato il gioco dei bianconeri.

La Juve leader in Italia

L'ex tecnico del Milan ha esordito esprimendo il suo più grande desiderio, quello di vedere il calcio italiano come: "Esempio di tecnica, d'innovazione e merito". Secondo Sacchi, Andrea Agnelli ad oggi è il presidente che più di ogni altro in Italia sa gestire una società calcistica. Le sue caratteristiche principali sono la razionalità, il management e la passione, fondamentali per rilanciare il club bianconero, riportandolo a vincere in patria: "La Juventus è leader incontrastata in Italia".

L'allenatore di Fusignano è convinto che attualmente la Juve sia l'unica compagine in grado di migliorare il calcio nostrano, ma per farlo è necessario che ci sia un ulteriore salto di qualità in Champions League.

I motivi dell'eliminazione dalla Champions

Il club bianconero vanta una rosa di grande prestigio, impreziosita indubbiamente da Cristiano Ronaldo, il top degli attaccanti, e da un ottimo allenatore, Allegri.

Tuttavia, questi elementi non sono bastati per arrivare fino in fondo al massimo torneo europeo. Questo insuccesso - stando al pensiero di Arrigo Sacchi - affonda le radici nella storia della "Vecchia Signora", che in 64 anni di Champions e Coppa dei Campioni ha vinto solo due volte il trofeo.

Quest'anno la dirigenza della Continassa ha regalato ad Allegri il miglior finalizzatore, il quale non ha disatteso le aspettative, ma i risultati hanno dimostrato come il singolo non possa bastare a sopperire ad alcune lacune del collettivo.

L'ex CT della Nazionale italiana ritiene che se i bianconeri avessero creato una decina di occasioni da gol, probabilmente avrebbero realizzato ben più delle tre reti complessive dell'Ajax. I giovani talenti olandesi hanno dimostrato che i valori e il gioco fanno la differenza, per cui sarebbero da emulare anche dalle squadre italiane.

L'allenatore romagnolo ricorda che le sconfitte non rappresentano una tragedia qualora se ne comprendano le motivazioni.

Il sistema di gioco da solo non paga, perché occorre avere anche un'identità: "Non si vince solo con un sistema di gioco ma con una filosofia". A tal proposito, per Sacchi il calcio italiano tende a diventare arido e poco redditizio quando si pensa esclusivamente al risultato e si annullano i valori della bellezza e dello spettacolo, oltre che le emozioni e la cultura. Del resto, il bel gioco è da sempre la filosofia dell'ex tecnico del Milan, il quale ritiene che oltre a garantire lo spettacolo aiuti a vincere.

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